
Quest'anno "Confartigianato Imprese Latina", per motivi organizzativi, non ha potuto partecipare all'evento, pur condividendone Valori e Amicizia. Nei prossimi mesi, alla riapertura delle attività associative, daremo vita da subito ad un progetto per promuovere le nostre imprese e il nostro territorio pontino all'edizione 2019 del meeting.
Di seguito pubblichiamo il comunicato stampa finale dell'edizione 2018.
Buon lavoro a tutti.
Ivan Simeone
Comunicato finale del XXXIX Meeting per l’amicizia fra i popoli
IL TITOLO DEL MEETING 2019 (IL 40°) SARÀ «NACQUE
IL TUO NOME DA CIÒ CHE FISSAVI»,
DA UN VERSO DI UNA POESIA DI KAROL WOJTYLA
Rimini, sabato 25 agosto –Il Meeting 2018 in tre brevi
affermazioni. «Cosa ho visto a Rimini? Visitando la mostra su papa Francesco ho
pianto di commozione tutto il tempo, e poi mi è successo lo stesso con quelle
dedicate a Brunelleschi e a Giobbe». Parole di un intellettuale europeo, uno
degli esponenti di punta dell’architettura contemporanea, Alberto Campo
Baeza. «Essere felici è essere abbracciati» ha detto la giovane scrittrice
argentina Veronica Cantero Burroni, nel corso di una testimonianza che
ha lasciato il segno sul Meeting di quest’anno. L’ultima è la testimonianza di un
giovane visitatore. «Il Meeting? Per me era il male assoluto. Oggi che l’ho
visitato ho capito quanto sono stato stupido a non esserci mai stato. Il
Meeting è un’esperienza, va vissuto, di qualsiasi pensiero, nazionalità,
religione voi siate».
Tre esperienze in apparenza fragili e non rilevanti: la commozione di
fronte alla bellezza, la felicità come abbraccio, lo scoprire se stessi
nell’incontro con l’altro. Il Meeting nel 2018 fin dalla scelta del titolo ha
scommesso sull’unico fattore che muove davvero la storia in modo positivo e
duraturo, la persona. «Attenzione, non contrapponendo la felicità
individuale a un mondo cattivo e ostile», spiega la presidente della Fondazione
Meeting Emilia Guarnieri, «ma evidenziando una quantità impressionante
di esperienze di realizzazione umana e costruzione sociale, nelle favelas di
Salvador de Bahia come nella ricerca sulle cure palliative, nel pensare
l’innovazione al di là della sola tecnologia o nel raccontare con occhi nuovi
L’infinito di Leopardi».
«Non c’è formula o algoritmo che tenga», aggiunge Giorgio Vittadini,
presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, «per contrastare il declino
occorre puntare sulla persona, dare spazio al racconto di chi diventa
imprenditore di se stesso anche nella ricerca del lavoro, favorire il dialogo
tra persone di diversa religione, cultura, orientamento politico, come avvenuto
con l’Intergruppo per la Sussidiarietà. Otto giorni di Meeting dimostrano che
tutto questo è pratica vissuta e contributo reale alla vita del Paese, non
utopia. Non a caso l’edizione di quest’anno ha rappresentato il segnale della
ripartenza dopo la tragedia di Genova, attraverso la presenza del presidente
Toti, del sindaco Bucci, dei parlamentari, ma anche il momento di una
riflessione organica su quanto accaduto, con le voci del Porto di Genova, dei terminalisti,
di RFI e con i convegni sulle grandi opere e il rapporto fra infrastrutture e
mobilità».
Il Meeting 2018 si era aperto con il messaggio di Papa Francesco e
del presidente Sergio Mattarella, i quali, ciascuno dalla propria
prospettiva, hanno ripreso il titolo della manifestazione. Papa Francesco in
particolare ha sottolineato l’assonanza con l’esperienza di san Benedetto da
Norcia: «Mentre nuovi popoli premevano sui confini dell’antico Impero», ci ha
scritto, «un giovane fece riecheggiare la voce del Salmista: “Chi è l’uomo che
vuole la vita e desidera vedere giorni felici?». Il presidente Mattarella dal
canto suo ha parlato della necessità dello spirito di pace e amicizia proprio
del Meeting: «È dalla consapevolezza che ciascuno, con il suo credo e le sue
convinzioni, arricchisce il nostro essere persona», ha scritto il Capo dello
Stato, «che nasce la possibilità di rendere davvero umano il mondo».
Il “la” è stato dato poi dall’intervento inaugurale del nunzio negli Usa Christophe
Pierre, quando ha ricordato che «La vera rivoluzione è la rivoluzione del
cuore. Non possiamo costringere nessuno a credere, soprattutto non i giovani»,
perché la fede è una vita nuova che si comunica per grazia, e quindi solo
«attraverso la testimonianza della nostra vita». È stato anche il Meeting di
Giobbe, l’uomo che non vuole sfuggire alle domande drammatiche della vita,
a cui sono stati dedicati la principale mostra e un grande incontro.
In pieno accordo con lo spirito e il titolo del Meeting anche “Attraverso
il mare del desiderio”, rappresentato domenica 19 sulla Piazzetta
sull’Acqua al Ponte di Tiberio. «Uno spettacolo che lega il destino del singolo
e le forze che muovono il mondo», racconta il responsabile degli spettacoli del
Meeting Otello Cenci. «Il testo, tratto da Paul Claudel nel 150mo anniversario
della nascita, grazie anche alla nuova traduzione è stato rappresentato per la
prima volta in Italia, per di più valorizzando il rapporto con Rimini
attraverso la spettacolare location del Ponte di Tiberio che ha attirato
cinquemila persone».
Quanto alle cifre, la XXXIX edizione mostra che il Meeting, nella sua
formula rinnovata che ha scommesso su aree e spazi tematici, si consolida
anche nei numeri. Foltissime la presenze (ne fa fede il numero di scontrini
della ristorazione, superiore del 5% rispetto al 2017), il fundraising che
tocca un nuovo record con 120mila euro di raccolta (centomila l’anno scorso), e
naturalmente i 234 incontri (quasi raddoppiati i 118 dell’anno scorso) con 528
relatori (327 nella scorsa edizione), le 14 esposizioni, i 18 spettacoli, le 32
manifestazioni sportive. Il tutto in 130mila metri quadrati di Fiera (21mila
dedicati alla ristorazione), con l’apporto di 2.927 volontari, il vero cuore
pulsante della kermesse che ne mostra l’aspetto di gratuità. Quanto al capitolo
costi, il Meeting 2018, che percepisce scarsissimi contributi pubblici, ha un
budget di 5 milioni 972mila euro, le entrate principali sono i servizi di
comunicazione per le aziende (3 milioni 550mila euro) e gli introiti dalla
ristorazione (1 milione 104mila).
E così, accompagnando e vivendo da tanti anni l’evoluzione e il travaglio
del Paese, il Meeting si avvia a concludere il quarto decennio della sua
storia. Il titolo della quarantesima edizione del Meeting per l’amicizia
fra i popoli, che si terrà nella Fiera di Rimini dal 18 al 24 agosto 2019, sarà
Nacque il tuo nome da ciò che fissavi
«È un verso di una poesia di Karol Wojtyla», spiega Emilia
Guarnieri. «E quindi nel 2019 avremo un titolo in piena continuità con i
contenuti di quest’anno. Se nel 2018 abbiamo messo al centro la persona, l’uomo
che cerca la felicità e fa esperienza di essa, l’anno prossimo andremo
ulteriormente al fondo per scoprire da dove può nascere il volto, la fisionomia
della persona».